Situata nell’entroterra veneziano, la pittoresca cittadina di Portogruaro sorge in un territorio di confine tra la pianura e il mare, tra il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia.

La città è attraversata dal fiume Lemene e si sviluppa lungo due arterie principali parallele al corso del fiume: Corso Martiri della Libertà e Via del Seminario. Il prefisso del nome Portogruaro deriva dall’antico porto commerciale fluviale sul Lemene, fiorente durante il periodo di dominazione veneziana. L’etimologia della seconda parte del nome, invece,  sembra rifarsi alle gru, uccelli tipici delle paludi e degli acquitrini che anticamente abitavano in stormi il territorio di Portogruaro.

Noi abbiamo scelto di visitarla in una fredda domenica invernale, spinti dalla voglia di dedicarle per una volta il giusto tempo che merita, nonché stanchi di oltrepassarla spesso frettolosamente con il solo intento di raggiungere le vicine località balneari di Caorle e Bibione. Ci ha accolto un centro storico affascinante, ricco di scorci interessanti e disseminato di richiami architettonici e artistici che rivelano tracce passate della città, in particolare del lungo periodo di annessione alla Serenissima Repubblica di Venezia.

Corso Martiri della Libertà

La nostra visita al centro storico di Portogruaro inizia da corso Martiri della Libertà, dopo aver lasciato l’auto al comodo parcheggio di Piazza Castello e aver oltrepassato porta San Gottardo (una delle poche testimonianze, assieme alla porta Sant’Agnese e alla porta San Giovanni, dell’antica cinta muraria che proteggeva la città).

Porta San Gottardo e corso Martiri della Libertà a Portogruaro

Porta San Gottardo e le facciate dei palazzi signorili lungo corso Martiri della Libertà

Passeggiando lungo il corso, ciò che balza subito agli occhi sono gli eleganti edifici che vi si affacciano: un susseguirsi di maestosi palazzi signorili, adornati di finestre bifore e trifore in stile gotico rinascimentale e ricchi di facciate dipinte, che da un lato prendono parte alla vivace vita cittadina (in particolare nelle giornate di mercato) mentre dall’altro tengono sotto controllo il fiume Lemene che scorre lento ai loro piedi. Questo doppio affaccio, lato terra e lato fiume, è un richiamo all’architettura tipica dei palazzi veneziani.

I lunghi portici che costeggiano la via custodiscono antiche botteghe, osterie e caffè. Attraverso i propri archi, offrono scorci suggestivi sulla città e rivelano al visitatore la ricercatezza della sua architettura.

Portici e palazzi in corso Martiri della Libertà a Portogruaro

Portici e palazzi ai lati di corso Martiri della Libertà

Duomo di Sant’Andrea e torre campanaria

Seguendo il corso, si costeggiano il Duomo di Sant’Andrea con il suo caratteristico campanile inclinato… e non di poco! Sant’Andrea è il patrono dei pescatori e dei mercanti, ossia di quelli che erano gli impieghi maggiormente diffusi tra gli antichi cittadini di Portogruaro.

Torre del duomo di Sant'Andrea a Portogruaro

La torre campanaria del duomo di Sant’Andrea

Palazzo Municipale e pozzetto delle gru

Giunti in Piazza della Repubblica, potrete ammirare il caratteristico Palazzo Municipale, emblema cittadino datato 1265: si tratta di un edificio in stile gotico con la facciata costruita in mattone rosso e ornata con merli ghibellini così belli da sembrare dei ricami.

Portogruaro, il palazzo municipale

Il Palazzo Municipale

In mezzo alla piazza si erge un monumento ai caduti, mentre in un angolino a fianco del municipio si trova il pozzetto del Pilacorte con la fontana delle gru: si tratta di una fontanella costituita da due graziose gru bronzee scolpite dall’artista portogruarese Turchetto e simbolo della città, tant’è che compaiono anche nello stemma comunale. Sembra che le attuali gru siano state realizzate per sostituire quelle precedenti, asportate durante l’invasione austriaca del 1917 per fabbricarne cannoni.

Pozzetto del Pilacorte e fontana delle gru a Portogruaro

Il pozzetto del Pilacorte con la fontana delle gru

Oratorio della Madonna della Pescheria

Scendendo la stradina dietro al Palazzo Municipale si giunge alla Piazzetta Pescheria, dove un grazioso loggiato ospita un piccolo oratorio in legno intitolato alla Madonna della Pescheria, protettrice dei pescatori, la cui devozione risale al ‘600. Un tempo, infatti, questo luogo cattolico ospitava il commercio del pesce lungo il fiume Lemene ad opera dei pescatori lagunari.

L’attività viene oggi riportata in auge in occasione del tradizionale appuntamento portogruarese del 15 agosto, in occasione della festività dell’Assunzione di Maria, quando alcune imbarcazioni caratteristiche giungono a Portogruaro da Caorle (le imbarcazioni caorline) e da Concordia (le batèe), condotte da marinai in costume tipico.

Loggiato e oratorio della Madonna della Pescheria a Portogruaro

Il loggiato con l’oratorio della Madonna della Pescheria

Portogruaro, il loggiato sul fiume Lemene

Il loggiato visto dal fiume Lemene

Mulini di Sant’Andrea

Giusto oltre il loggiato della pescheria, si apre lo scorcio più scenografico di Portogruaro: i due mulini di Sant’Andrea sul fiume Lemene. Le loro pale sono tutt’ora in azione mentre i mulini, ristrutturati, sono stati convertiti in gallerie d’arte contemporanea.

Nonostante l’evoluzione subita, la vecchia coppia di mulini conserva ancora oggi alcuni tratti caratteristici legati all’utilizzo di un tempo. Se si osserva con attenzione, si possono notare due porticine sul retro che sembrano aprirsi sul fiume sottostante: una volta queste porte si collegavano ad un lungo pontile in legno, oggi non più presente, che era utilizzato per il carico e lo scarico delle granaglie.

Concedetevi un momento per ammirare la tela dipinta intorno a voi.

I due mulini di Sant'Andrea sul fiume Lemene a Portogruaro

I due mulini di Sant’Andrea

Ruota dei mulini di Sant'Andrea a Portogruaro

Dettaglio di una ruota a pale, tutt’ora in azione

Attraversando il piccolo ponte posto alle spalle dei mulini e costeggiando l’altra sponda del fiume, si può proseguire con una piacevole passeggiata nel verde, lungo il sentiero chiamato Percorso Archeologico, fino a raggiungere il Museo Nazionale Concordiese che riunisce una serie di reperti archeologici recuperati nella vicina città di Concordia Sagittaria.

Prima, però, di lasciare quest’angolo così suggestivo, vi invito a soffermarvi sulla parte finale del ponte e a scrutare il salto del Lemene per notare la presenza di un particolare impianto di risalita (dettaglio in verde nella foto qui sotto) studiato ad hoc per aiutare le anguille a superare le paratoie e a salire il corso del fiume controcorrente.

Impianto di risalita per le anguille del fiume Lemene

Impianto di risalita per le anguille del fiume Lemene

Via del Seminario

Dal Museo Nazionale Concordiese, imboccate via del Seminario e percorretela in direzione sud, lungo i suoi eleganti portici, fino a raggiungere porta Sant’Agnese.

Passeggiare sotto i lunghi porticati di domenica, quando le attività commerciali sono a riposo, vi regalerà una deliziosa sensazione di tranquillità. Se vi capita, fate caso a dove mettete i piedi: a tratti potreste trovarvi sopra ad una meravigliosa pavimentazione alla veneziana dalle mille sfaccettature colorate!

Via del Seminario e porta Sant'Agnese

Portico (a sinistra) e pavimentazione (al centro) in via del Seminario e porta Sant’Agnese (a destra)

Giunti a porta Sant’Agnese, potreste ripercorrere via del Seminario stavolta in direzione opposta, verso nord. Lungo la vostra passeggiata, vi consiglio di prestare particolare attenzione alla chiesa che incontrerete sul lato sinistro della strada: si tratta della chiesa ortodossa di San Saba Monaco, al cui interno è custodita un’ampia ed elegante iconostasi, ricca di cromatismi e di dettagli color oro. Molto particolare, merita decisamente una breve visita!

Chiesa ortodossa San Saba Monaco a Portogruaro

Chiesa ortodossa di San Saba Monaco

Iconostasi chiesa ortodossa a Portogruaro

Iconostasi ortodossa all’interno della chiesa di San Saba Monaco

Proseguendo il vostro itinerario lungo via del Seminario e volgendo lo sguardo all’insù, potrete ammirare una nuova serie di meravigliosi palazzi affrescati, perfettamente conservati.

Affreschi su un palazzo in via del Seminario a Portogruaro

Palazzo affrescato lungo via del Seminario

Poco oltre, sul lato sinistro della via, noterete l’elegante Villa Comunale (ex Villa Marzotto), un palazzo signorile datato 1545 che oggi ospita gli uffici municipali. L’edificio è immediatamente riconoscibile per il portico a doppia altezza e il loggiato al secondo piano affacciati sulla strada.

Nel retro della villa, si apre una grande area naturale, liberamente accessibile, chiamata Parco della Pace. È una vera e propria oasi di pace nel cuore della città, dove godersi una tranquilla passeggiata. Adiacente al parco, si trova l’ufficio anagrafe che mi ha particolarmente colpito per l’intricato glicine che decora e collega tra loro le colonne del porticato, sicuramente ancora più bello durante il periodo della fioritura!

Colonnato dell'ufficio anagrafe

Il colonnato dell’ufficio anagrafe

Dal parco, ci ricolleghiamo al vicino parcheggio in Piazza Castello, dove chiudiamo così il nostro itinerario ad anello.

Ex fabbrica Perfosfati

Per i più curiosi e per coloro che si sentono mossi da un certo interesse verso l’archeologia industriale, vi invito ad allungare di qualche minuto la vostra passeggiata per dirigervi verso la stazione ferroviaria di Portogruaro.

Già in lontananza potrete scorgere quello che oggi resta di un imponente capannone industriale costruito all’inizio del 1900 e oggi dismesso: si tratta dell’ex fabbrica Perfosfati, una delle più grandi industrie che abbiano mai operato nel territorio portogruarese, la cui attività è sempre stata legata alla produzione di concimi chimici. Quello che potete vedere è l’unico edificio superstite di un immenso complesso industriale ed è oggi in corso di recupero da parte dell’ente comunale.

L'ex fabbrica Perfosfati a Portogruaro

L’ex fabbrica Perfosfati

Buono a sapersi…

Chiudo lasciandovi una manciata di spunti utili per allargare il vostro tour ad altri borghi caratteristici limitrofi a Portogruaro, cosicché possiate arricchire il vostro itinerario qualora abbiate ulteriore tempo a disposizione:

  • Concordia Sagittaria (10 minuti di auto)
  • Cordovado (10 minuti di auto)
  • Sesto al Reghena (15 minuti di auto)

Spero che il percorso attraverso il quale vi ho guidato abbia suscitato in voi la voglia di scoprire con i vostri occhi le suggestioni di questa pittoresca cittadina! Fatemi sapere le vostre impressioni con un commento all’articolo, sono curiosa di conoscere quali altre chicche scoverete durante la vostra visita!