Pordenone, città sempre più ricca di iniziative culturali, anche stavolta non si smentisce, anzi, si supera! Vivo da una manciata d’anni appena in questa provincia, eppure ho già perso il conto delle infinite proposte in programma durante tutto l’anno. Con questo racconto vorrei farvi conoscere un’interessante realtà chiamata PAFF e un artista – con la A maiuscola – pazzesco che risponde al nome di Gradimir Smudja!

Se vivete a Pordenone, o se vi capita di passare da queste parti, non potete non fare tappa al PAFF – Palazzo Arti Fumetto Friuli – il nuovissimo polo culturale nato nel 2018 e ospitato all’interno dell’ottocentesca Villa Galvani, nell’omonimo parco, a due passi dal centro storico. La sua mostra inaugurale “Da Leonardo a Picasso: viaggio a fumetti nella Storia dell’Arte” presenta i capolavori del grande fumettista serbo Gradimir Smudja e conduce i visitatori in un affascinante viaggio a fumetti attraverso i massimi capolavori della storia dell’arte. Siamo di fronte ad una realtà innovativa che supera il concetto di museo tradizionale facendo del fumetto un’opera ludico-didattica capace di avvicinare grandi e piccini alla cultura, in un modo simpatico e divertente.

Il PAFF, Palazzo Arti Fumetto Friuli

Il nuovissimo PAFF – Palazzo Arti Fumetto Friuli

Ad attendervi, all’ingresso del palazzo, i due personaggi che vedete rappresentati qui sopra: la giovane Luna assieme all’inseparabile gatto Vincent. E chi sarebbero, direte voi…? Presto capirete…

Un consiglio spassionato che a mia volta avevo ricevuto e che si è rivelato d’oro per raggiungere una comprensione più profonda delle opere e dell’artista stesso: approfittate della possibilità di prendere parte alla visita guidata, vi assicuro che non ve ne pentirete. Roberto, la guida che ci ha accompagnati in questo viaggio fantastico, sa essere chiaro, semplice, coinvolgente e preciso nel racconto degli infiniti particolari nascosti tra le oltre 100 tavole a fumetti disseminate nelle sale del palazzo.

Due parole sull’artista, prima di lasciarvi una carrellata di foto tratte delle tavole che mi sono piaciute di più. Smudja è un fumettista, pittore e illustratore serbo dal talento straordinario, conosciuto soprattutto in Francia e ora approdato anche a Pordenone. È un artista pazzesco, fantasioso, minuzioso, travolgente, ironico, capace di offrire tantissimi livelli di lettura dei suoi dipinti.

I grandi maestri dell'arte secondo Gradimir Smudja

Il fil rouge che unisce i grandi maestri della storia dell’arte nella tavole di Gradimir Smudja

Le opere esposte, realizzate tra il 2003 ed il 2015, sono state inoltre arricchite da meravigliose gigantografie tratte dalle vignette originali. Non c’è gigantografia che pecchi in risoluzione, anzi, sono meravigliosamente perfette nonostante l’ingrandimento su larga scala dei microscopici e minuziosi particolari inseriti da Smudja. Un allestimento impeccabile!

Tra i grandi artisti che incontrerete, solo per citarne alcuni: Leonardo da Vinci, Michelangelo, Dürer, Bruegel il Vecchio, Velasquez, Goya, Hokusai, Schiele, Magritte, Van Gogh, Picasso… tutti legati dal fil rouge del fumetto. Premesso che non c’è tavola di fronte alla quale potrete rimanere impassibili, in questo articolo “di degustazione” vi voglio presentare le mie preferite, quelle che più di tutte mi hanno travolta e catapultata in uno dei più affascinanti viaggi nella storia dell’arte. Addentriamoci quindi nel vivo della mostra – da Leonardo a Picasso, dalla grotta francese di Lascaux a quella spagnola di Altamira – in compagnia dei più importanti maestri della pittura, messi in scena dal genio di Smudja e accompagnati dai due inviati speciali Luna e Vincent.

 

Leonardo da Vinci, genio a tutto tondo

Gradimir Smudja: Leonardo Da Vinci

Leonardo da Vinci: il deltaplano trainato da Monna Lisa (a sinistra) e il volo su Piazza San Pietro a Roma (a destra).

 

Michelangelo Buonarroti e la sua Cappella Sistina

Gradimir Smudja: Michelangelo Buonarroti

L’angolo di Michelangelo con gli affreschi della Cappella Sistina (a sinistra) e uno spaccato ricco di dettagli della cupola di San Pietro a Roma, da lui progettata (a destra).

 

Pieter Bruegel il Vecchio e la sua Torre di Babele

Gradimir Smudja: Pieter Bruegel il Vecchio

La celebre Torre di Babele di Pieter Bruegel il Vecchio, allegoria della superbia umana.

 

I selfie ai tempi di Diego Velázquez

Gradimir Smudja: Diego Velázquez

Il celeberrimo dipinto “Las Meninas” in cui Velázquez effigia sé stesso di fronte alla sua tela per poi sfidarci a distinguere tra realtà, specchio e tela stessa.

 

L’arte di Francisco Goya, uno specchio della vita mondana madrilena

Gradimir Smudja: Francisco Goya

Il corner dedicato a Francisco Goya con le divertenti vignette tratte dalle sue illustri opere “Maja Vestida” e “Maja Desnuda”.

 

Katsushika Hokusai, il maestro de “La grande onda di Kanagawa”

Gradimir Smudja: Katsushika Hokusai

La mia tavola preferita: Hokusai utilizza la propria celeberrima onda per spegnere l’incendio nel villaggio salvando così la figlia, dopodiché assieme a quest’ultima e alla scimmietta sacra conclude il quadro e ci fugge dentro (a sinistra); la meraviglia del ciliegio giapponese in fiore con il Monte Fuji sullo sfondo (a destra).

 

Il mondo sospeso tra sogno e realtà di René Magritte

Gradimir Smudja: René Magritte

Gli accostamenti incongrui di Magritte scioccano l’immaginazione dello spettatore: le colombe con il cielo al loro stesso interno anziché fuori (a sinistra) oppure la Grand Place di Bruxelles al di sotto di un’altra piazza (a destra).

 

Vincent Van Gogh, dal tormento dell’animo alla bellezza delle sue tele

Gradimir Smudja: la sala di Vincent Van Gogh

La sala dedicata a Vincent Van Gogh con una gigantografia del Museo d’Orsay (a destra).

Gradimir Smudja: i dipinti di Vincent Van Gogh

La capacità di Smudja di riprodurre il tipico tratto vangoghiano fatto di pennellate grosse e violente e di introdurre dettagli anacronistici come “L’abbraccio” di Klimt nel francobollo (a sinistra): geniale!

Le opere esposte sono tratte dalle due opere monumentali a fumetti di Smudja, intitolate “Au Fil de l’Art”, che potrete trovare presso lo store della mostra. Come avrete potuto notare, nelle tavole che vi ho proposto mancano i classici “baloons”: l’artista ha infatti scelto di lavorare integralmente al disegno e di posticipare l’inserimento dei fumetti ad un secondo momento, a livello digitale.

Quali chicche mi sono portata a casa da questa visita? Cosa mi ha colpita in particolare? Sicuramente il tratto elevatissimo dell’artista, capace di immedesimarsi a tal punto nel soggetto che sta effigiando da riprodurne fedelmente la tecnica caratteristica (si vedano la famosa onda di Hokusai o le pennellate tipiche di Van Gogh), ma anche la sorprendente contaminazione di artisti che vengono ripresi e citati fra loro più e più volte (ad esempio i richiami a Klimt o a Munch nelle tavole dedicate a Van Gogh).

Ho stuzzicato a sufficienza la vostra curiosità? Se questo assaggio ha mosso in voi il desiderio di vedere con i vostri occhi questa mostra unica nel suo genere, affrettatevi: l’esposizione sarà visitabile fino al 5 maggio 2019. Per conoscere gli orari delle visite guidate e le aperture straordinarie previste fino alla chiusura, fate riferimento al sito ufficiale: www.paff.it

Alla prossima ♥